In tanti ormai si rivolgono a noi perché vogliono trasferire la propria residenza all’Estero, vuoi per questioni familiari, di vita, economiche ecc.
Alcuni di loro, o un loro familiare, sono percettori di:
- Assegno di Accompagnamento
- Assegno d’Invalidità
È proprio in questi casi che bisogna porsi una domanda.
È possibile percepire dette somme anche trasferendo all’estero la propria residenza?
Spoiler……..la risposta è: NO!!!!
Infatti, i percettori di queste prestazioni hanno l’obbligo di continuare a risiedere stabilmente in Italia per poter continuare la percezione. Non lo dico io, ma un messaggio INPS, ovvero il n° 209666 del 2013 che, in maniera molto chiara, evidenzia l’incompatibilità a procedere in tal senso.
Ma perché accade ciò?
Ebbene, la legge stabilisce che tutti i trattamenti erogati al cittadino, la cui determinazione NON proviene da contribuzione versata all’ente di Previdenza, decadono qualora il percipiente trasferisca la residenza all’estero. Qualunque Paese esso sia, a patto però che trascorra almeno 6 mesi fuori dall’Italia. Ecco che, al superamento di detto limite, l’indennità viene sospesa.
Pertanto, NON trasferirsi all’estero è l’unica soluzione?
Assolutamente NO!!!
È infatti possibile bypassare questa penalizzazione a patto che il trasferimento sia dettato dalle seguenti casistiche:
- Gravi motivi sanitari, ovviamente legati alla necessità di sottoporsi ad esempio a cure mediche autorizzate dal sistema Sanitario Nazionale (ovviamente debitamente documentati)
- Per assistenza continua di un familiare che si trovi a risiedere all’estero
In questi casi l’Inps procederà a sospendere l’erogazione dopo che sia passato 1 anno e 6 mesi dal trasferimento all’estero.
Quindi, sono inesportabili le somme percepite a titolo di:
- pensioni sociali
- pensioni, assegni e indennità ai mutilati ed invalidi civili
- pensioni e indennità ai sordomuti
- pensioni e indennità ai ciechi civili
- integrazione alla pensione minima
- integrazione all’assegno d’invalidità
- l’assegno sociale
- la maggiorazione sociale
Conclusioni
Come si è potuto vedere non è così semplice muoversi in ambito pensionistico senza rischiare di perdere un diritto che si ritiene “garantito”. Ecco che risulta quindi fondamentale essere affiancati da un Consulente Previdenziale, che meglio saprà divincolarsi nel ginepraio normativo e non perdere un diritto.