Ti è mai capitato di dover interrompere l’attività lavorativa per una scelta di vita, un cambio carriera o una sospensione forzata?
In questi momenti, il rischio principale non è solo la mancanza di reddito immediato, ma il pericoloso “buco” contributivo che rischia di allontanare la tua data di pensionamento.
Esiste però uno strumento per mantenere la rotta: la contribuzione volontaria, ovvero la possibilità di versare autonomamente i contributi all’INPS per coprire i periodi di inattività e non perdere i diritti maturati.
Ma attenzione: non è una scelta da fare alla leggera, poiché richiede un investimento economico importante.
Chi può accedere e quali sono i requisiti?
Per poter iniziare a versare, devi aver maturato una certa anzianità.
Per i lavoratori dipendenti e gli autonomi (artigiani e commercianti), è necessario possedere almeno 5 anni di contributi complessivi oppure, in alternativa, 3 anni di versamenti nei 5 anni precedenti la domanda.
Se invece operi nel mondo del lavoro parasubordinato e sei iscritto alla Gestione Separata — il fondo INPS dedicato a collaboratori e liberi professionisti senza cassa — i requisiti cambiano: serve almeno 1 anno di contributi negli ultimi 5, oppure 5 anni complessivi di versamenti in tale gestione.
Quanto costa mantenere la posizione nel 2026?
L’esborso dipende dalla tua categoria e dai redditi passati:
- Lavoratori Dipendenti: Si applica l’aliquota (la percentuale di calcolo) del 33% sulla retribuzione dell’ultimo anno.
- Artigiani e Commercianti: Il costo si aggira intorno al 24% del reddito d’impresa medio degli ultimi 3 anni.
- Iscritti alla Gestione Separata: L’aliquota è del 33% per i parasubordinati e del 25% per i professionisti senza altra tutela previdenziale, calcolata sui redditi dell’anno precedente.
La valutazione strategica: ne vale la pena?
Versare volontariamente non serve solo a raggiungere prima la pensione, ma incrementa l’importo dell’assegno pensionistico che riceverai per tutta la vita.
Tuttavia, esiste un’eccezione tecnica fondamentale: per chi ha iniziato a lavorare dopo il 01/01/1996 (i cosiddetti “contributivi puri”), questi versamenti potrebbero non essere utili per la Pensione Anticipata.
Ecco cosa puoi fare ora: prima di impegnare il tuo capitale, è essenziale calcolare il tempo di rientro della spesa.
Solo una valutazione previdenziale professionale può dirti se questo investimento genererà un reale beneficio economico o se sia preferibile dirottare le risorse verso altre forme di risparmio.