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	<title>Previdenza</title>
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	<title>Previdenza</title>
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		<title>Assegno di Invalidità: ora puoi ottenere l’integrazione al minimo anche nel sistema contributivo</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/assegno-di-invalidita-ora-puoi-ottenere-lintegrazione-al-minimo-anche-nel-sistema-contributivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 04:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino a poco tempo fa, se percepivi un Assegno Ordinario di Invalidità calcolato interamente con il sistema contributivo (ovvero basato esclusivamente sui contributi versati dal 1996 in poi), eri rassegnato a ricevere un importo spesso irrisorio, senza alcuna possibilità di vederlo aumentato. Questo accadeva perché la normativa vietava l&#8217;integrazione al trattamento minimo — quella quota [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a poco tempo fa, se percepivi un <strong>Assegno Ordinario di Invalidità</strong> calcolato interamente con il sistema contributivo (ovvero basato esclusivamente sui contributi versati dal 1996 in poi), eri rassegnato a ricevere un importo spesso irrisorio, senza alcuna possibilità di vederlo aumentato.<br />
Questo accadeva perché la normativa vietava l&#8217;<strong>integrazione al trattamento minimo</strong> — quella quota che lo Stato aggiunge alla pensione per portarla a una soglia dignitosa — per chi rientrava nel regime contributivo puro.<br />
Oggi lo scenario è cambiato radicalmente grazie alla <strong>sentenza n. 94 del 3 luglio 2025</strong> della Corte Costituzionale, i cui effetti sono stati recepiti ufficialmente dall’INPS con la recente <strong>Circolare n. 20/2026</strong>.</p>
<h4>Cosa significa concretamente per te?</h4>
<p>L’assegno ordinario di invalidità (spesso abbreviato in <strong>IO</strong>) è la prestazione rivolta a chi ha una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 o ha optato per il calcolo contributivo si ritrovava spesso con assegni di poche centinaia di euro. La Consulta ha stabilito che negare l&#8217;integrazione al minimo a questi lavoratori è <strong>illegittimo</strong>, poiché viola il principio di uguaglianza e il diritto a una tutela previdenziale adeguata.<br />
L&#8217;<strong>integrazione al minimo</strong> è quello strumento che &#8220;colma&#8221; la differenza tra l&#8217;importo calcolato sui contributi e il valore del trattamento minimo fissato annualmente dalla legge. Con questa svolta, anche se il tuo assegno è di tipo contributivo, hai diritto a ricevere la maggiorazione se rispetti determinati limiti di reddito personale e coniugale.</p>
<h4>Ecco cosa puoi fare ora</h4>
<p>Questa non è un&#8217;operazione automatica per tutti i vecchi trattamenti. Molti pensionati che in passato hanno ricevuto un diniego ora possono<strong> richiedere il riesame</strong> o presentare una nuova domanda per ottenere quanto spettante.<br />
Non lasciare che una vecchia norma superata limiti il tuo diritto a una vita dignitosa. Verificare se la tua posizione rientra in questa nuova tutela è il primo passo per ricalibrare la tua stabilità economica. <strong>Studio Milan Previdenza</strong> è a tua disposizione per un&#8217;analisi professionale e personalizzata della tua situazione.</p>
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		<item>
		<title>Trasferimento all’Estero: ma che fine fa l’Assegno di Accompagnamento e d’Invalidità?</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/trasferimento-allestero-ma-che-fine-fa-lassegno-di-accompagnamento-e-dinvalidita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 04:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In tanti ormai si rivolgono a noi perché vogliono trasferire la propria residenza all’Estero, vuoi per questioni familiari, di vita, economiche ecc. Alcuni di loro, o un loro familiare, sono percettori di: Assegno di Accompagnamento Assegno d’Invalidità È proprio in questi casi che bisogna porsi una domanda. È possibile percepire dette somme anche trasferendo all’estero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In tanti ormai si rivolgono a noi perché vogliono trasferire la propria residenza all’Estero, vuoi per questioni familiari, di vita, economiche ecc.<br />
Alcuni di loro, o un loro familiare, sono percettori di:</p>
<ul>
<li>Assegno di Accompagnamento</li>
<li>Assegno d’Invalidità</li>
</ul>
<p>È proprio in questi casi che bisogna porsi una domanda.<br />
È possibile percepire dette somme anche trasferendo all’estero la propria residenza?</p>
<h5>Spoiler……..la risposta è: NO!!!!</h5>
<p>Infatti, i percettori di queste prestazioni hanno l’obbligo di continuare a risiedere stabilmente in Italia per poter continuare la percezione. Non lo dico io, ma un messaggio INPS, ovvero il n° 209666 del 2013 che, in maniera molto chiara, evidenzia l’incompatibilità a procedere in tal senso.</p>
<h5>Ma perché accade ciò?</h5>
<p>Ebbene, la legge stabilisce che tutti i trattamenti erogati al cittadino, la cui determinazione NON proviene da contribuzione versata all’ente di Previdenza, decadono qualora il percipiente trasferisca la residenza all’estero. Qualunque Paese esso sia, a patto però che trascorra almeno 6 mesi fuori dall’Italia. Ecco che, al superamento di detto limite, l’indennità viene sospesa.</p>
<h5>Pertanto, NON trasferirsi all’estero è l’unica soluzione?</h5>
<p>Assolutamente NO!!!<br />
È infatti possibile bypassare questa penalizzazione a patto che il trasferimento sia dettato dalle seguenti casistiche:</p>
<ul>
<li>Gravi motivi sanitari, ovviamente legati alla necessità di sottoporsi ad esempio a cure mediche autorizzate dal sistema Sanitario Nazionale (ovviamente debitamente documentati)</li>
<li>Per assistenza continua di un familiare che si trovi a risiedere all’estero</li>
</ul>
<p>In questi casi l’Inps procederà a sospendere l’erogazione dopo che sia passato 1 anno e 6 mesi dal trasferimento all’estero.</p>
<p>Quindi, sono inesportabili le somme percepite a titolo di:</p>
<ul>
<li>pensioni sociali</li>
<li>pensioni, assegni e indennità ai mutilati ed invalidi civili</li>
<li>pensioni e indennità ai sordomuti</li>
<li>pensioni e indennità ai ciechi civili</li>
<li>integrazione alla pensione minima</li>
<li>integrazione all’assegno d’invalidità</li>
<li>l’assegno sociale</li>
<li>la maggiorazione sociale</li>
</ul>
<h5>Conclusioni</h5>
<p>Come si è potuto vedere non è così semplice muoversi in ambito pensionistico senza rischiare di perdere un diritto che si ritiene “garantito”. Ecco che risulta quindi fondamentale essere affiancati da un Consulente Previdenziale, che meglio saprà divincolarsi nel ginepraio normativo e non perdere un diritto.</p>
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		<item>
		<title>Ricongiunzione Contributiva tra Gestione Separata e Casse Professionali</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/ricongiunzione-contributiva-tra-gestione-separata-e-casse-professionali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 04:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;INPS, con la Circolare n. 15 del 9 febbraio 2026, ha introdotto una svolta normativa recependo l&#8217;orientamento consolidato della giurisprudenza. È ora ufficialmente ammessa la Ricongiunzione dei periodi assicurativi tra la Gestione Separata dell’Inps e gli Enti privati di previdenza obbligatoria (ovvero le Casse Professionali), superando i precedenti limiti amministrativi. Ai sensi della Legge n. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;INPS, con la<strong> Circolare n. 15 del 9 febbraio 2026</strong>, ha introdotto una svolta normativa recependo l&#8217;orientamento consolidato della giurisprudenza.<br />
È ora ufficialmente ammessa la <strong>Ricongiunzione</strong> dei periodi assicurativi tra la <strong>Gestione Separata</strong> dell’Inps e gli<strong> Enti privati</strong> <strong>di previdenza obbligatoria</strong> (ovvero le Casse Professionali), superando i precedenti limiti amministrativi.</p>
<p>Ai sensi della <strong>Legge n. 45/1990</strong>, l&#8217;operazione è esercitabile sia <strong>in entrata</strong> verso la Gestione separata che <strong>in uscita</strong> verso gli Enti privati. Per le ricongiunzioni in entrata, il criterio regolatore è il <strong>sistema di calcolo contributivo</strong>. L&#8217;<strong>onere</strong> a carico dell&#8217;assicurato viene determinato tramite il <strong>metodo a percentuale</strong>, applicando l&#8217;<strong>aliquota IVS</strong> vigente alla data della domanda (pari al 33% per il 2026 per i collaboratori iscritti in via esclusiva) alla retribuzione media dei dodici mesi meno remoti.</p>
<p>Sono esclusi dal beneficio i periodi che hanno già dato luogo a pensione e le contribuzioni antecedenti all’istituzione della Gestione separata (fissata convenzionalmente al <strong>1° aprile 1996</strong>).</p>
<p>Le nuove disposizioni trovano applicazione immediata anche per le <strong>domande e i ricorsi pendenti</strong>.</p>
<p>Questa evoluzione rappresenta un&#8217;opportunità fondamentale per i professionisti che desiderano unificare la propria posizione assicurativa, ottimizzando il diritto e la misura della futura <strong>Pensione</strong>.</p>
<p><strong>Hai periodi contributivi frammentati?</strong><br />
<strong>Contattaci subito per un&#8217;analisi dettagliata della tua posizione e per valutare la convenienza economica della Ricongiunzione.</strong></p>
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		<item>
		<title>INPS: nuovi importi contributi volontari 2026, adeguamento ISTAT +1,4%</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/inps-nuovi-importi-contributi-volontari-2026-adeguamento-istat-14/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 04:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;INPS, con la circolare n. 27 dell&#8217;11 marzo 2026, ha ufficializzato i nuovi importi per i contributi volontari, adeguati alla variazione ISTAT del +1,4%. In qualità di Consulenti Previdenziali, sottolineiamo l&#8217;importanza di monitorare tali valori per garantire la continuità della propria posizione assicurativa. Per i lavoratori dipendenti non agricoli, la retribuzione minima settimanale su cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;INPS, con la circolare n. 27 dell&#8217;11 marzo 2026, ha ufficializzato i nuovi importi per i contributi volontari, adeguati alla variazione ISTAT del +1,4%.</p>
<p>In qualità di Consulenti Previdenziali, sottolineiamo l&#8217;importanza di monitorare tali valori per garantire la continuità della propria posizione assicurativa.</p>
<p>Per i <strong>lavoratori dipendenti non agricoli</strong>, la <strong>retribuzione minima settimanale</strong> su cui calcolare il contributo è fissata a <strong>244,74 euro</strong>. <strong>L’aliquota IVS</strong> per chi ha ottenuto l&#8217;autorizzazione dopo il 1995 rimane del <strong>33%</strong>, mentre per le autorizzazioni antecedenti è confermata al <strong>27,87%</strong>.</p>
<p>Nel comparto dei <strong>lavoratori autonomi</strong>, per <strong>artigiani</strong> e <strong>commercianti</strong> la contribuzione si articola su <strong>otto classi di reddito</strong>. Il reddito minimo imponibile per il 2026 è di <strong>18.808 euro</strong>, con un versamento mensile minimo di <strong>376,16 euro</strong> per gli artigiani e <strong>383,69 euro</strong> per i commercianti.</p>
<p>Infine, per gli iscritti alla <strong>Gestione Separata</strong>, l’importo minimo dovuto non può essere inferiore a <strong>4.702,08 euro annui</strong> per i professionisti (aliquota <strong>25%</strong>) e a<strong> 6.206,64 euro</strong> per i collaboratori e figure assimilate (aliquota <strong>33%</strong>).</p>
<p>La corretta gestione della <strong>prosecuzione volontaria</strong> è un pilastro fondamentale per raggiungere i propri obiettivi pensionistici senza lacune contributive.</p>
<p>Clicca sotto per <strong>PRENOTARE un&#8217;analisi dettagliata della tua posizione e per ricevere assistenza professionale</strong> nel calcolo dei versamenti per l&#8217;anno 2026.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bonus Giorgetti 2026: come aumentare lo stipendio netto rinviando la pensione</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/bonus-giorgetti-2026-come-aumentare-lo-stipendio-netto-rinviando-la-pensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 04:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai finalmente raggiunto i requisiti per la Pensione Anticipata, ma senti di avere ancora molto da dare alla tua azienda? Oppure, semplicemente, preferiresti attendere qualche anno per consolidare la tua posizione economica? Esiste un’opportunità, spesso sottovalutata, che trasforma la tua anzianità professionale in un aumento immediato ed &#8220;esentasse&#8221; della tua busta paga: l’incentivo al posticipo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="6414" class="elementor elementor-6414" data-elementor-post-type="post">
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									<p>Hai finalmente raggiunto i <strong>requisiti per la Pensione Anticipata</strong>, ma senti di avere ancora molto da dare alla tua azienda?<br>Oppure, semplicemente, preferiresti attendere qualche anno per consolidare la tua posizione economica?</p>
<p><br>Esiste un’opportunità, spesso sottovalutata, che trasforma la tua anzianità professionale in un aumento immediato ed &#8220;esentasse&#8221; della tua busta paga: <strong>l’incentivo al posticipo del pensionamento</strong>, recentemente confermato dalle <strong>istruzioni operative dell’INPS</strong>.<br>Il meccanismo è semplice, ma richiede una scelta consapevole.</p><p><br>Se hai maturato i <strong>requisiti per la pensione anticipata flessibile</strong> (la vecchia <strong>Quota 103</strong>, con 62 anni di età e 41 di contributi raggiunti entro il 2025) o se raggiungerai la <strong>Pensione Anticipata ordinaria</strong> entro la fine del 2026 (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne), puoi decidere di restare al lavoro. In questo caso, puoi <strong>rinunciare all’accredito dei contributi a tuo carico</strong> — ovvero quella <strong>quota del 9,19%</strong> della tua <strong>retribuzione lorda</strong> che solitamente viene versata all&#8217;ente previdenziale — e riceverla direttamente in busta paga.</p>
<p><br>L’aspetto più interessante riguarda la <strong>fiscalità</strong>: queste somme <strong>non concorrono alla formazione del tuo reddito imponibile</strong>. In termini pratici, quel <strong>9,19%</strong> ti arriva &#8220;netto&#8221;, senza <strong>trattenute IRPEF</strong>. È una spinta notevole alla tua liquidità mensile che non grava sui costi dell&#8217;azienda, poiché il datore di lavoro continua a versare la sua <strong>quota contributiva</strong>, garantendo che la tua<strong> posizione assicurativa</strong> non rimanga ferma.</p>
<p><br>Tuttavia, bisogna fare attenzione al &#8220;rovescio della medaglia&#8221;.<br>Rinunciando al versamento della tua quota, il tuo <strong>montante contributivo</strong> — il &#8220;tesoretto&#8221; totale su cui verrà calcolata la tua <strong>pensione futura</strong> — crescerà più lentamente. Questo si tradurrà inevitabilmente in un <strong>assegno pensionistico</strong> leggermente più basso al momento dell’uscita effettiva.</p>
<p><br>Proprio per questo, il Bonus Giorgetti non è una scelta da fare &#8220;a scatola chiusa&#8221;. È uno strumento di <strong>pianificazione finanziaria</strong> che va pesato con i numeri: quanto guadagni oggi in termini di <strong>reddito disponibile</strong> contro quanto sacrifichi della tua <strong>rendita futura</strong>?<br>Ecco cosa puoi fare ora: non limitarti a una scelta basata sull&#8217;istinto. Una <span style="text-decoration: underline;"><strong>proiezione Previdenziale personalizzata</strong></span> è l&#8217;unico modo per capire se questo incentivo sia davvero un affare per il tuo specifico percorso di carriera o se, al contrario, convenga preservare l’integrità del tuo futuro assegno.</p>								</div>
				</div>
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				</div>
				</div>
		<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/bonus-giorgetti-2026-come-aumentare-lo-stipendio-netto-rinviando-la-pensione/">Bonus Giorgetti 2026: come aumentare lo stipendio netto rinviando la pensione</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pensione anticipata: cosa puoi fare davvero oggi per uscire prima</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/pensione-anticipata-cosa-puoi-fare-davvero-oggi-per-uscire-prima/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 04:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai mai pensato: “Non ce la faccio ad arrivare fino alla pensione di vecchiaia”? È una sensazione sempre più diffusa tra chi ha superato i 45 anni. La buona notizia è che la pensione anticipata esiste. La cattiva è che molti non sanno davvero come funziona… e soprattutto cosa possono fare oggi per avvicinarla. Pensione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/pensione-anticipata-cosa-puoi-fare-davvero-oggi-per-uscire-prima/">Pensione anticipata: cosa puoi fare davvero oggi per uscire prima</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai mai pensato: “Non ce la faccio ad arrivare fino alla pensione di vecchiaia”? È una sensazione sempre più diffusa tra chi ha superato i 45 anni.<br />
La buona notizia è che la pensione anticipata esiste. La cattiva è che molti non sanno davvero come funziona… e soprattutto cosa possono fare oggi per avvicinarla.</p>
<h4>Pensione anticipata: cosa significa davvero</h4>
<p>Quando si parla di pensione anticipata si intende la possibilità di andare in pensione prima dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.<br />
Ma attenzione: non conta solo l’età. Conta soprattutto il numero di anni di contributi versati (cioè i pagamenti fatti all’INPS durante la tua carriera lavorativa).<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Tradotto: puoi anche avere più di 60 anni, ma senza abbastanza contributi… non puoi uscire.</p>
<h4>Cosa puoi fare concretamente oggi</h4>
<p>Ecco le azioni che fanno davvero la differenza:</p>
<h5>1. Controllare la tua posizione contributiva</h5>
<p>Devi verificare se tutti i tuoi contributi sono registrati correttamente. Spesso ci sono periodi mancanti o errori che possono ritardare la pensione.<br />
Esempio concreto: hai lavorato qualche anno con contratti discontinui o come autonomo? Potrebbero esserci “buchi”.</p>
<h5>2. Recuperare eventuali contributi mancanti</h5>
<p>Alcuni periodi possono essere sistemati o valorizzati (ad esempio tramite contributi figurativi, cioè contributi riconosciuti anche senza lavoro effettivo, come nei casi di disoccupazione o maternità).</p>
<h5>3. Valutare operazioni strategiche</h5>
<p>In alcuni casi puoi:<br />
• unire contributi di diverse gestioni (cumulo o ricongiunzione)<br />
• valorizzare periodi specifici della tua carriera<br />
Sono scelte tecniche, ma possono cambiare davvero la data di uscita.</p>
<h5>4. Fare una simulazione della pensione</h5>
<p>Senza una simulazione pensionistica (cioè una previsione realistica di quando e con quanto andrai in pensione), stai navigando alla cieca.<br />
Una simulazione ti permette di:<br />
• sapere quando puoi uscire<br />
• capire quanto prenderai<br />
• valutare se puoi anticipare</p>
<h4>L’errore più comune</h4>
<p>Molti pensano: “Ci penserò più avanti”.<br />
Il problema è che alcune decisioni hanno effetto solo se prese in anticipo. Aspettare può significare perdere opportunità importanti.</p>
<h4>Il punto chiave</h4>
<p>La pensione anticipata non è fortuna. È pianificazione.<br />
Capire oggi la tua situazione ti permette di scegliere, non di subire.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Se vuoi fare chiarezza sulla tua posizione e capire davvero quando puoi andare in pensione, una consulenza personalizzata con <strong>STUDIO MILAN PREVIDENZA</strong> può aiutarti a vedere quello che da solo non puoi vedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/pensione-anticipata-cosa-puoi-fare-davvero-oggi-per-uscire-prima/">Pensione anticipata: cosa puoi fare davvero oggi per uscire prima</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
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		<title>Errori INPS sui contributi: quando il problema non è la pensione, ma i dati</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/errori-inps-sui-contributi-quando-il-problema-non-e-la-pensione-ma-i-dati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 04:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un momento, spesso tardivo, in cui molti lavoratori iniziano a porsi una domanda semplice solo in apparenza: “Ma tutti i contributi che ho versato negli anni ci sono davvero?” Succede quando la pensione smette di sembrare lontana. Oppure quando una simulazione INPS restituisce un importo più basso del previsto. È lì che l’estratto conto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/errori-inps-sui-contributi-quando-il-problema-non-e-la-pensione-ma-i-dati/">Errori INPS sui contributi: quando il problema non è la pensione, ma i dati</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un momento, spesso tardivo, in cui molti lavoratori iniziano a porsi una domanda semplice solo in apparenza: “<em>Ma tutti i contributi che ho versato negli anni ci sono davvero?</em>”<br />
Succede quando la pensione smette di sembrare lontana. Oppure quando una simulazione INPS restituisce un importo più basso del previsto. È lì che l’estratto conto contributivo diventa improvvisamente un documento importante. E, non di rado, fonte di sorpresa.</p>
<h4>Quando i conti non tornano</h4>
<p>Sfogli l’elenco degli anni lavorati e ti accorgi che qualcosa manca. Un periodo non risulta. Un altro è segnato solo parzialmente. In alcuni casi i contributi ci sono, ma sono imputati a una gestione diversa da quella corretta.<br />
In termini previdenziali, questo significa una cosa molto concreta: <strong>quegli anni, per l’INPS, non esistono</strong>.<br />
E non importa che tu abbia effettivamente lavorato, firmato contratti o ricevuto buste paga. Se la contribuzione non è accreditata correttamente, non produce effetti sulla pensione.</p>
<h4>Perché i buchi contributivi sono più comuni di quanto pensi</h4>
<p>I buchi contributivi non sono un’eccezione. Sono frequenti soprattutto nei percorsi lavorativi frammentati: cambi di azienda, contratti a termine, passaggi tra lavoro dipendente, autonomo e Gestione Separata.<br />
A volte il problema nasce da un errore del datore di lavoro. Altre volte da un’incongruenza formale nei flussi contributivi. In altri casi ancora, da periodi coperti da contributi figurativi — come malattia, maternità o ammortizzatori sociali — che non risultano correttamente registrati.<br />
Il punto critico è sempre lo stesso: l’<strong>INPS non avvisa</strong>. Se c’è un’anomalia, non arriva nessuna comunicazione automatica. Tocca al lavoratore accorgersene.</p>
<h4>Il vero rischio: accorgersene troppo tardi</h4>
<p>Molti controllano la posizione contributiva solo quando iniziano a valutare la pensione anticipata o la pensione di vecchiaia. È comprensibile, ma è proprio questo il rischio principale.<br />
Alcuni errori si possono correggere solo se intercettati per tempo. In altri casi, il recupero è possibile ma richiede documentazione, verifiche e tempi tecnici che mal si conciliano con una pensione imminente.<br />
Il risultato? Un importo più basso. Oppure uno slittamento della data di pensionamento. O, nei casi peggiori, entrambe le cose.</p>
<h4>Perché guardare l’estratto conto non basta</h4>
<p>Limitarsi a “controllare se gli anni ci sono” non è sufficiente. La contribuzione va letta con una <strong>logica previdenziale</strong>, non solo contabile.<br />
Serve capire:</p>
<ul>
<li>se i periodi sono utili ai fini del diritto alla pensione</li>
<li>se l’importo versato è coerente con la retribuzione reale</li>
<li>se le diverse gestioni possono essere cumulate o ricongiunte</li>
<li>se esistono strumenti per colmare eventuali vuoti contributivi</li>
</ul>
<p>Solo così l’estratto conto diventa uno strumento decisionale, non un semplice elenco di dati.</p>
<h4>La differenza tra subire e pianificare</h4>
<p>Una verifica contributiva fatta oggi ti permette di sapere, con anticipo:</p>
<ul>
<li>quando andrai realmente in pensione</li>
<li>quale assegno stai costruendo</li>
<li>se esiste un gap previdenziale che va gestito per tempo</li>
</ul>
<p>Significa passare da una pensione “subita” a una pensione <strong>pianificata</strong>. E, soprattutto, evitare che anni di lavoro vengano penalizzati da errori mai individuati.</p>
<h4>In conclusione</h4>
<p>La pensione non si gioca negli ultimi mesi di carriera. Si costruisce — o si compromette — molto prima, spesso senza accorgersene. Controllare la propria posizione contributiva oggi non è un esercizio burocratico. È un atto di tutela personale. Perché in previdenza, il tempo perso raramente si recupera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/errori-inps-sui-contributi-quando-il-problema-non-e-la-pensione-ma-i-dati/">Errori INPS sui contributi: quando il problema non è la pensione, ma i dati</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
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		<item>
		<title>Part-time incentivato verso la pensione: una nuova leva per rinnovare l’azienda (con incentivi veri)</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/part-time-incentivato-verso-la-pensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<category><![CDATA[part-time agevolato]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2026 le PMI hanno una nuova opportunità concreta per gestire il ricambio generazionale senza perdere competenze e senza penalizzare i lavoratori senior. La Legge annuale sulle PMI introduce, in via sperimentale, un part-time incentivato verso la pensione che consente di ridurre l’orario ai lavoratori prossimi all’uscita, azzerare i contributi a loro carico, mantenere intatta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/part-time-incentivato-verso-la-pensione/">Part-time incentivato verso la pensione: una nuova leva per rinnovare l’azienda (con incentivi veri)</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2026 le PMI hanno una nuova opportunità concreta per gestire il ricambio generazionale <strong>senza perdere competenze e senza penalizzare i lavoratori senior</strong>. La Legge annuale sulle PMI introduce, in via sperimentale, un part-time incentivato verso la pensione che consente di ridurre l’orario ai lavoratori prossimi all’uscita, <strong>azzerare i contributi a loro carico</strong>, mantenere intatta la pensione futura e, allo stesso tempo, <strong>assumere un giovane a tempo pieno</strong>.<br />
È una misura che parla direttamente agli imprenditori, perché consente di unire tre esigenze normalmente in conflitto: contenere i costi, non disperdere esperienza e programmare nuovi ingressi.</p>
<blockquote><p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Studio Milan Previdenza può aiutarti subito a capire quali dipendenti possono accedere alla misura, quando andranno in pensione e come trasformare l’uscita in un turnover incentivato e programmato.</strong></p></blockquote>
<h5></h5>
<h5>Cosa prevede davvero la nuova misura</h5>
<p>La norma, contenuta nell’articolo 6 della Legge PMI n. 34/2026, consente ai lavoratori dipendenti di ridurre l’orario dal 25% al 50% negli ultimi anni di lavoro, accompagnandosi gradualmente alla pensione. Non è un semplice part-time: è un part-time <strong>fortemente incentivato</strong>, costruito per renderlo sostenibile sia per il lavoratore che per l’impresa.<br />
Il lavoratore beneficia dell’esonero totale dei contributi previdenziali a suo carico sulla retribuzione percepita, fino a 3.000 euro annui, e di una contribuzione figurativa sulla quota di orario non lavorata. In pratica, lavora meno ma continua a maturare la pensione come se lavorasse a tempo pieno.<br />
Per l’azienda, il presupposto è l’assunzione contestuale di un giovane under 35 a tempo pieno e indeterminato, che può a sua volta rientrare nelle agevolazioni per l’occupazione giovanile.<br />
Il risultato è un passaggio graduale di competenze, senza strappi organizzativi.</p>
<h5>A chi si applica (e perché conviene saperlo prima)</h5>
<p>La misura riguarda esclusivamente le PMI fino a 50 dipendenti ed è riservata a lavoratori a tempo pieno e indeterminato con anzianità contributiva antecedente al 1996, che matureranno i requisiti per la pensione entro il 1° gennaio 2028. È inoltre soggetta a un tetto massimo di 1.000 lavoratori complessivi a livello nazionale e a limiti di spesa stringenti.<br />
Questo significa una cosa molto chiara: <strong>non è una misura per tutti, ma è una misura da intercettare per tempo</strong>. Chi non analizza oggi la propria forza lavoro rischia di scoprire domani che l’occasione è già esaurita.</p>
<h5>Perché è una leva strategica per l’imprenditore</h5>
<p>Il valore reale di questo part-time incentivato non sta solo nel beneficio contributivo, ma nella possibilità di <strong>governare il turnover invece di subirlo</strong>. Un lavoratore senior che riduce l’orario resta in azienda, affianca il nuovo assunto, trasferisce competenze, mantiene la produttività su attività ad alto valore e alleggerisce il carico operativo.<br />
Nel frattempo, l’imprenditore inserisce una nuova risorsa stabile, pianificando i costi e le competenze con anticipo. È esattamente ciò che manca oggi in molte realtà: una gestione previdenziale integrata con l’organizzazione del lavoro.</p>
<h5>Attenzione: senza pianificazione, l’incentivo resta sulla carta</h5>
<p>La norma non è automatica. Serve verificare i requisiti pensionistici, formalizzare correttamente gli accordi, coordinarsi con l’INPS e soprattutto <strong>sapere in anticipo chi, quando e come può andare in pensione</strong>. Senza un’analisi previdenziale seria, il rischio è perdere l’incentivo o non riuscire a incastrarlo con le esigenze aziendali.<br />
Ed è qui che entra in gioco il vero vantaggio competitivo per l’impresa.</p>
<h5>Studio Milan Previdenza: dalla pensione alla strategia</h5>
<p>In Studio Milan supportiamo le aziende con<strong> analisi previdenziali personalizzate dei lavoratori dipendenti</strong>, per individuare chi è vicino alla pensione, con quali tempi e con quali strumenti di accompagnamento. Non ci limitiamo a verificare un requisito, ma costruiamo una <strong>mappa del turnover possibile</strong>, utile per pianificare assunzioni, staffetta generazionale e utilizzo degli incentivi.<br />
Se vuoi sapere <strong>chi può andare in pensione, quando e come trasformare l’uscita in un’opportunità organizzativa incentivata</strong>, contattaci. La pensione non è solo una fine carriera: se pianificata, può diventare una leva di gestione strategica dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6394 size-large" src="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/04/STAFFETTA-GENERAZIONALE-1024x724.jpg" alt="" width="800" height="566" srcset="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/04/STAFFETTA-GENERAZIONALE-1024x724.jpg 1024w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/04/STAFFETTA-GENERAZIONALE-300x212.jpg 300w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/04/STAFFETTA-GENERAZIONALE-768x543.jpg 768w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/04/STAFFETTA-GENERAZIONALE-1536x1086.jpg 1536w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/04/STAFFETTA-GENERAZIONALE.jpg 1683w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/part-time-incentivato-verso-la-pensione/">Part-time incentivato verso la pensione: una nuova leva per rinnovare l’azienda (con incentivi veri)</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pensione: meglio riscattare la laurea o investire nella previdenza complementare?</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/pensione-meglio-riscattare-la-laurea-o-investire-nella-previdenza-complementare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 04:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>
		<category><![CDATA[previdenza complementare]]></category>
		<category><![CDATA[riscatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il riscatto della laurea: più contributi, prima uscita (in alcuni casi) Il riscatto della laurea consente di trasformare gli anni di studio universitario in contributi previdenziali. In altre parole, permette di coprire periodi “vuoti” ai fini pensionistici, facendoli valere sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’assegno. Lo strumento è utilizzabile solo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/pensione-meglio-riscattare-la-laurea-o-investire-nella-previdenza-complementare/">Pensione: meglio riscattare la laurea o investire nella previdenza complementare?</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Il riscatto della laurea: più contributi, prima uscita (in alcuni casi)</h4>
<p>Il riscatto della laurea consente di trasformare gli anni di studio universitario in contributi previdenziali. In altre parole, permette di coprire periodi “vuoti” ai fini pensionistici, facendoli valere sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’assegno.<br />
Lo strumento è utilizzabile solo se il titolo è stato effettivamente conseguito e riguarda esclusivamente la durata legale del corso, escludendo gli anni fuori corso. I periodi oggetto di riscatto non devono inoltre essere già coperti da contribuzione. Il requisito generale prevede almeno un contributo versato, anche se esiste la possibilità di accesso per gli inoccupati.<br />
Dal punto di vista economico, il riscatto non è gratuito. Il costo varia in base al periodo da riscattare e al sistema di calcolo applicabile, con una distinzione tra quote retributive e contributive. Dal 2019 è però disponibile una modalità agevolata, che rende l’operazione più prevedibile perché legata a un importo fisso per ogni anno riscattato.<br />
Il vantaggio principale del riscatto è la possibilità, in alcuni casi, di anticipare l’accesso alla pensione. Questo accade quando gli anni riscattati consentono di raggiungere prima un requisito contributivo oppure di arrivare alla soglia minima dei vent’anni necessari per la pensione di vecchiaia. L’effetto sull’importo dell’assegno, invece, non è sempre proporzionale al costo sostenuto e va attentamente valutato.<br />
Un ulteriore elemento da considerare è la deducibilità fiscale: il costo del riscatto può essere portato in deduzione, riducendo l’impatto economico complessivo dell’operazione.</p>
<h4>Previdenza complementare: meno rischio sull’uscita, più rendita finale</h4>
<p>La previdenza complementare si muove su un piano diverso. Qui non si aggiungono contributi utili ai fini del diritto alla pensione pubblica, ma si costruisce una pensione aggiuntiva che si affiancherà a quella obbligatoria.<br />
L’esigenza nasce da un dato strutturale: il metodo contributivo e l’aumento dell’aspettativa di vita riducono il cosiddetto tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra ultimo stipendio e primo assegno pensionistico. Il fondo pensione serve proprio a colmare questo divario.<br />
A seconda della situazione lavorativa, si può aderire versando solo il TFR, effettuando contribuzioni volontarie oppure, nei fondi negoziali, beneficiando anche del contributo del datore di lavoro. In quest’ultimo caso il vantaggio economico è spesso rilevante.<br />
Dal punto di vista fiscale, la previdenza complementare è particolarmente incentivata. I contributi sono deducibili entro un limite annuo elevato, aumentato dalla legge di bilancio 2026, e anche il regime di tassazione finale risulta più favorevole rispetto alla pensione pubblica.<br />
Il rovescio della medaglia è che la previdenza complementare non anticipa il pensionamento. Serve disciplina, continuità nei versamenti e una scelta consapevole dei comparti di investimento, perché i rendimenti dipendono anche dall’andamento dei mercati.</p>
<h4>Due strumenti, obiettivi diversi</h4>
<p>Il riscatto della laurea e la previdenza complementare non sono alternative assolute. Il primo lavora sul quando si va in pensione, il secondo su quanto si percepirà. In alcuni casi possono anche convivere, ma solo dopo un’analisi attenta di età, reddito, anzianità contributiva, carriera futura e capacità di risparmio.</p>
<h4>Riscatto della laurea vs Previdenza complementare</h4>
<p>Confronto per aree decisionali</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-6383 size-full alignleft" src="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/1.png" alt="" width="668" height="262" srcset="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/1.png 668w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/1-300x118.png 300w" sizes="(max-width: 668px) 100vw, 668px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-6384 size-full" src="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/2.png" alt="" width="658" height="212" srcset="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/2.png 658w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/2-300x97.png 300w" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6385 size-full" src="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/3.png" alt="" width="660" height="220" srcset="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/3.png 660w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/3-300x100.png 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6380 size-full" src="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/4.png" alt="" width="661" height="173" srcset="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/4.png 661w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/4-300x79.png 300w" sizes="(max-width: 661px) 100vw, 661px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6381 size-full" src="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/5.png" alt="" width="658" height="209" srcset="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/5.png 658w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/5-300x95.png 300w" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" /></p>
<h4>Consulenza Take Away</h4>
<p>Prima di scegliere, è fondamentale chiarire l’obiettivo: anticipare l’uscita o integrare l’importo della pensione. Il riscatto della laurea va valutato come un investimento previdenziale vero e proprio, non come una scorciatoia automatica. La previdenza complementare, invece, premia la costanza e il tempo. Senza una simulazione personalizzata, il rischio è fare una scelta giusta… per qualcun altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/pensione-meglio-riscattare-la-laurea-o-investire-nella-previdenza-complementare/">Pensione: meglio riscattare la laurea o investire nella previdenza complementare?</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guida all&#8217;Accertamento dell&#8217;Esistenza in Vita dell&#8217;Inps</title>
		<link>https://previdenza.studiomilan.it/blog/guida-allaccertamento-dellesistenza-in-vita-dellinps/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Fioratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://previdenza.studiomilan.it/?p=6373</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gentili pensionati residenti all&#8217;estero, in qualità di Consulente Previdenziale, desidero informarvi che dal 20 marzo 2026 ha avuto inizio la prima fase della campagna annuale Inps per l&#8217;accertamento dell&#8217;esistenza in vita. Tale procedura, finalizzata a garantire la regolarità delle prestazioni erogate ed evitare pagamenti non dovuti, è gestita dall&#8217;istituto Citibank, incaricato dei pagamenti internazionali. Soggetti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/guida-allaccertamento-dellesistenza-in-vita-dellinps/">Guida all&#8217;Accertamento dell&#8217;Esistenza in Vita dell&#8217;Inps</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gentili pensionati residenti all&#8217;estero, in qualità di Consulente Previdenziale, desidero informarvi che dal <strong>20 marzo 2026</strong> ha avuto inizio la prima fase della campagna annuale <strong>Inps</strong> per l&#8217;<strong>accertamento dell&#8217;esistenza in vita</strong>. Tale procedura, finalizzata a garantire la regolarità delle prestazioni erogate ed evitare pagamenti non dovuti, è gestita dall&#8217;istituto <strong>Citibank</strong>, incaricato dei pagamenti internazionali.</p>
<h5>Soggetti interessati e Aree Geografiche</h5>
<p>Questa prima fase coinvolge i titolari di pensione residenti in:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6375 size-full" src="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1.png" alt="" width="803" height="375" srcset="https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1.png 803w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-300x140.png 300w, https://previdenza.studiomilan.it/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-768x359.png 768w" sizes="(max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<p>Gli interessati riceveranno da Citibank la richiesta di attestazione, che dovrà essere completata e restituita entro il termine perentorio del <strong>18 luglio 2026</strong>.</p>
<h5>Rischi e Sospensione del Trattamento</h5>
<p>Il rispetto di questa scadenza è cruciale per la continuità del vostro reddito. In caso di mancato invio dell&#8217;attestazione entro il 18 luglio, la rata di agosto sarà pagata esclusivamente in contanti presso le agenzie <strong>Western Union</strong> del Paese di residenza. Qualora il pensionato non riscuota personalmente tale rata o non fornisca la prova richiesta entro il <strong>19 agosto 2026</strong>, l&#8217;erogazione della pensione verrà sospesa a partire dalla rata di settembre 2026.<br />
Si segnala che, nei Paesi dove non è disponibile il servizio Western Union, la sospensione della prestazione avverrà già dalla rata di agosto.</p>
<h5>Esclusioni dalla Campagna</h5>
<p>Non sono tenuti all&#8217;invio i pensionati i cui dati sono gestiti tramite <strong>scambio telematico</strong> con enti previdenziali esteri, coloro che hanno riscosso recentemente presso Western Union o chi ha già il trattamento sospeso.</p>
<h5>Istruzioni Operative</h5>
<p>Per i dettagli tecnici e la modulistica, l&#8217;INPS fa riferimento al messaggio n. 3863 del 19 dicembre 2025. È fondamentale evitare errori formali nella documentazione per non pregiudicare la regolarità del pagamento.<br />
<strong>Assicuratevi la massima serenità per il vostro futuro previdenziale: verificate tempestivamente la documentazione ricevuta e contattate il nostro studio per ricevere assistenza professionale nella corretta gestione della pratica.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://previdenza.studiomilan.it/blog/guida-allaccertamento-dellesistenza-in-vita-dellinps/">Guida all&#8217;Accertamento dell&#8217;Esistenza in Vita dell&#8217;Inps</a> proviene da <a href="https://previdenza.studiomilan.it">Previdenza</a>.</p>
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