Forse ne avrete sentito parlare qualche volta dell’Integrazione al Minimo della Pensione.
Essa rappresenta una tutela prevista dal nostro ordinamento (in base alla Legge n° 638 del 1983), avente lo scopo di offrire al pensionato una “vita dignitosa”. O almeno in teoria!!!
Parametri
Detta integrazione ha luogo quando l’importo determinato dell’Assegno di Pensione risulti sotto la soglia minima annualmente prevista (rivalutata in base all’indice Istat dei prezzi al consumo). Detto importo è oggi di poco superiore ai 600,00 euro lordi mensili e viene corrisposto per 13 mensilità.
Ovviamente la percezione di detta integrazione non è esclusa dal possesso di alcuni requisiti essenziali, quali:
- Titolarità di Pensione Diretta o in alternativa di Pensione Indiretta, percepita esclusivamente dall’Inps
- Che la Pensione sia calcolata con il sistema Retributivo o Misto (ovvero aver iniziato a versare contributi ante 1996)
- Il possesso della residenza in Italia
Come detto in precedenza, la normativa stabilisce l’esclusione dal beneficio per coloro che possiedono solo contributi accreditati nel periodo successivo al 1995. Costoro avranno a loro disposizione solo un altro strumento per integrare il proprio assegno di pensione…….ovvero la Previdenza Complementare (di cui abbiamo parlato qui).
Quanto sopra acquisisce maggior valore a far data dal 2025, quando il legislatore ha introdotto la possibilità dell’accesso alla Pensione Anticipata, a coloro che non possiedono i requisiti previsti per farlo. Ciò tramite l’utilizzo della contribuzione versata alla Previdenza Complementare (ovviamente, anche qui, sono presenti dei requisiti minimi per accedere).
Conclusioni
Come visto, sebbene apprezzabile lo sforzo del nostro Paese, l’importo dell’Integrazione al Minimo rende comunque l’assegno particolarmente esiguo, al punto che, spesso, l’interessato valuta la possibilità di trasferirsi all’Estero (inserire collegamento al nostro precedente articolo ……e scappo all’estero: Sono in pensione… e scappo all’estero. – Studio Milan). Essa, infatti, costituisce una delle possibilità da vagliare quando i giochi sono fatti (ovvero quando sono in procinto di andare in Pensione). Per questo, a nostro avviso, risulta fondamentale verificare per tempo la propria posizione Previdenziale. Ciò consentirà di prende coscienza:
- della situazione contributiva e di ciò che ci aspetta
- conseguentemente, di poter anche effettuare azioni per tempo, volte a migliorare la propria posizione
- evitare d’“investire” in contributi con il dubbio di ottenere un reale beneficio economico e/o di tempo
In definitiva, solo una verifica Pensionistica potrà chiarire inequivocabilmente questo ed altri dubbi circa la propria posizione Previdenziale.