Cos’è la contribuzione volontaria?
I contributi volontari INPS sono versamenti che un lavoratore può effettuare senza obbligo di legge, per:
- Colmare buchi contributivi dovuti a inattività lavorativa
- Raggiungere i requisiti minimi per la pensione
- Aumentare l’importo dell’assegno pensionistico
Sono disponibili per dipendenti, autonomi, iscritti alla Gestione Separata e professionisti senza cassa.
Ma quando rappresentano un’opportunità?
Solitamente le casistiche sono:
- Se mancano pochi anni alla pensione. Ad esempio, chi ha interrotto il lavoro e ha già 19 anni di contributi, può versare volontariamente per raggiungere i 20 anni minimi richiesti per la Pensione di Vecchiaia
- Per aumentare l’importo della pensione. Anche chi ha già maturato i requisiti può versare per incrementare il montante contributivo, ottenendo un assegno mensile più alto
- Per evitare vuoti contributivi. Ad esempio: durante aspettative non retribuite, part-time o congedi, è possibile mantenere la continuità contributiva
Ma quali sono gli svantaggi?
- Costi elevati. Infatti, il costo medio di un anno di contributi volontari varia tra 5.000 e 7.000 euro, in base alla retribuzione precedente
- Rendimento basso. I contributi versati non generano interessi. Infatti, il rendimento è legato alla crescita del PIL, storicamente modesto
- Incertezza normativa. Le regole pensionistiche cambiano spesso. I requisiti potrebbero aumentare (ad esempio per determinate casistiche è già operativo l’aumento della contribuzione minima da 20 a 25 anni nel 2025, sino a 30 anni a decorrere dal 2030), rendendo i versamenti meno efficaci
- Tassazione sulla pensione. L’assegno pensionistico è soggetto a IRPEF, riducendo il potere d’acquisto netto
Alternativa? Investire invece di versare!!
Per chi ha un orizzonte temporale lungo, può essere più vantaggioso:
- Investire in Fondi di Previdenza Complementare (deducibili fino a 5.165 € annui)
- Utilizzare ETF a distribuzione per creare una rendita
- Valutare polizze di rendita differita
Requisiti per accedere ai versamenti volontari
- Almeno 5 anni di contributi totali, oppure 3 anni negli ultimi 5 anni
- Cessazione o sospensione dell’attività lavorativa
- E, ovviamente, la presentazione della domanda all’INPS
Conclusione: Versare o Investire? Dipende dal tuo profilo!!!
I Contributi Volontari sono una leva previdenziale potente, ma non sempre conveniente.
Se sei vicino alla pensione e ti mancano pochi mesi o anni, versare può essere la scelta giusta.
Se invece hai tempo e capitale, una strategia di investimento diversificata può offrire maggiore rendimento e flessibilità.
Da quanto sopra esposto, appare evidente che NON esiste una soluzione univoca. Ecco che la figura del Consulente risulta essere fondamentale per creare una Consulenza Previdenziale personalizzata.