Posticipo al pensionamento: l’esenzione fiscale si estende anche ai dipendenti pubblici
15/10/2025
Pensione

Con l’Interpello n. 247/2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento atteso da molti lavoratori del settore pubblico: anche gli iscritti alle forme esclusive dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) possono beneficiare dell’esenzione fiscale prevista dall’art. 51, comma 2, lettera ibis) del TUIR, in caso di posticipo del pensionamento.

Obiettivo della norma: incentivare il proseguimento dell’attività lavorativa

La misura nasce con una finalità ben precisa: incentivare i lavoratori prossimi alla pensione a rimanere in servizio, offrendo un vantaggio fiscale concreto. In particolare, la norma consente al lavoratore di rinunciare all’accredito contributivo della quota a proprio carico e ricevere in cambio una somma non imponibile, cioè che non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

 
Il dubbio interpretativo: cosa succede per le forme esclusive?

Il quesito posto all’Agenzia riguarda i lavoratori iscritti a regimi previdenziali esclusivi, come:

  • Dipendenti pubblici
  • Insegnanti
  • Forze armate
  • Professionisti iscritti a fondi speciali

 

Questi regimi, pur essendo gestiti oggi dall’INPS, non rientrano né nell’AGO né nelle sue forme sostitutive. Da qui il dubbio: possono accedere all’esenzione fiscale prevista dalla norma?

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

La risposta è positiva. L’Agenzia chiarisce che, grazie alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e ai successivi chiarimenti contenuti nella Risoluzione n. 45/E del 2025, anche i lavoratori iscritti alle forme esclusive dell’AGO possono beneficiare dell’esenzione.

I requisiti da rispettare:
  • Essere iscritti all’AGO, alle forme sostitutive o esclusive
  • Avere maturato entro il 31 dicembre 2025 il diritto alla:
    • Pensione anticipata flessibile (art. 14.1 D.L. 4/2019)
    • Pensione anticipata ordinaria (art. 24, comma 10, D.L. 201/2011)
  • Rinunciare all’accredito contributivo della quota a proprio carico

 

Differenze tra forme sostitutive ed esclusive

Equità e coerenza normativa

Secondo l’Agenzia, escludere i lavoratori delle forme esclusive sarebbe contrario allo spirito della norma, che punta ad ampliare la platea dei beneficiari. La mancata menzione esplicita nel testo originario è da considerarsi una svista del legislatore, non una volontà di esclusione.
Questa interpretazione garantisce parità di trattamento tra tutte le categorie di lavoratori e rafforza la finalità incentivante della norma.

Considerazioni finali

Questo chiarimento rappresenta un passo importante verso una maggiore equità previdenziale. I lavoratori del settore pubblico, spesso esclusi da misure di flessibilità pensionistica, vedono finalmente riconosciuta la possibilità di accedere a un beneficio fiscale che può incidere positivamente sulle scelte di fine carriera.
Per i consulenti del lavoro e gli operatori del settore, è fondamentale informare correttamente i lavoratori e supportarli nella valutazione delle opzioni disponibili, anche alla luce delle nuove interpretazioni normative.

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